CINA
Del XVIII e XIX Secolo vista dagli Occidentali

E' il Settecento il secolo della "scoperta" della Cina. Dal Milione di Marco Polo fino ai libri di viaggi del Settecento erano passati quattro secoli di totale disinteresse degli Occidentali per il Celeste Impero.
Ma il "secolo dei lumi" illumina con dovizia di opere il Gran Catai dimenticato e si assiste ad una vera e propria "corsa alla Cina".
Il filosofo francese Voltaire aveva tessuto l'elogio del governo dell'Imperatore celeste e Luigi XIV, il "Re Sole", si era ispirato agli eccitanti resoconti dei Gesuiti pensando alla sua Versailles come alla reggia fastosa del "Figlio del Cielo". Per tutto il Settecento, e per una certa parte dell'Ottocento, in Europa va di moda la Cina.
I racconti dei missionari e dei partecipanti alle rare ambascerie che riescono a raggiungere Pechino guidano le mani sapienti, e spesso le fantasie, dei disegnatori e degli incisori.
La Cina che esce dalle loro penne e dai loro bulini è sempre fantastica, ridondante di elementi scenici, talvolta necessariamente "pensata all'europea", come testimoniano molte tavole. Ma spesso è la sorprendente conferma di ciò che realmente la Cina era a quel tempo, e che per certi aspetti si è conservata per tutto l'arco del Novecento, testimoniata dalle documentazioni fotografiche che hanno sostituito le artistiche incisioni. Pagina dopo pagina il racconto si snoda in accordo con le illustrazioni, consentendo di apprendere dalla testimonianza dei viaggiatori del passato quella che era l'"idea" della Cina diffusa in Occidente prima dell'avvento della macchina fotografica.

L'Autore mette insieme tutto il materiale che è riuscito a raccogliere e ci accompagna con un testo sorprendentemente rivelatore di tanti particolari. Un paziente lavoro di accumulo di materiali, di suddivisione degli stessi, di studio comparato tra le diverse versioni così come si leggono nei libri del Sette-Ottocento, separando il vero dal fantastico, interpretando con rigore storico luoghi comuni e credulità del passato.