PECHINO NELL'OTTOCENTO

Gli stranieri cominciarono a stabilirsi a Pechino dopo il 1840, data infausta per la Storia cinese poiché ricorda la Prima Guerra dell'Oppio, l'inizio cioè della selvaggia colonizzazione dell'Impero e, alla fine, l'accelerazione della sua caduta nel 1911. Furono, tuttavia, i settant'anni decisivi per imprimere alla Cina la spinta necessaria per uscire dal suo decrepito medioevo e per immettere nella società cinese i germi dell'èra moderna.

Fu da quell'anno, che coincide anche con l'affermarsi dell'invenzione straordinaria del francese Daguerre, la fotografia, che si apre l'èra della documentazione con le istantanee, facendo rapidamente tramontare quella delle pazienti artistiche incisioni. E' intorno agli anni '50 dell'Ottocento, infatti, che risalgono le prime immagini fotografiche della Cina. L'Autore è riuscito a collezionare qualche centinaio di fotografie della Pechino tra la metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento.
Si tratta di documenti iconografici di particolare valore per la loro rarità, alcuni per la loro unicità, tanto da costituire prova documentale storica per una eventuale ricostruzione ideale di quella che fu la capitale del Celeste Impero. Non solo, ma vengono messi a confronto, per la prima volta nella storia urbanistica di Pechino, le trasformazioni avvenute nella città tra Ottocento e Novecento, alcune per intervento dei pianificatori imperiali, altre per effetto delle distruzioni provocate dagli Occidentali.

Interessante, a questo proposito, anche la ricerca topografica attraverso alcune rarissime mappe dell'epoca che fanno parte integrante della documentazione e diventano guida per il criterio di lavoro seguito dall'Autore. Il quale, oltre alle fotografie, ha anche raccolto le incisioni - non pił tratte dai disegni come in passato, ma da dagherrotipi - che rappresentano con maggiore realismo i luoghi descritti dai coraggiosi viaggiatori di quegli anni. Ne esce un ritratto della vecchia Pechino sempre affascinante e con un tocco di straordinario esotismo.