LA VITA NELLA VECCHIA PECHINO

Lasciata la grandiosità delle mura e dei monumenti, relegato l'Imperatore con la sua Corte oltre le mura scarlatte della Città Proibita, lasciati anche i Mandarini e i funzionari dei diversi Tribunali alle loro attività spesso repressive e sempre rapaci, lasciamoci condurre per mano dai viaggiatori del passato, missionari, scrittori e fotografi, per un incontro con il popolo pechinese di oltre un secolo fa.

L'Autore ha raccolto le testimonianze più diverse, talora anche contrastanti, ma che ben tratteggiano quella che doveva essere la vita dei pechinesi del passato. Al di là delle parole e dei resoconti scritti, sono testimoni infallibili le fotografie che spesso parlano da sé, senza bisogno di essere spiegate.
Dai documenti fotografici e dai racconti emerge un affresco di grande suggestione umana. Pagina dopo pagina l'opera si anima di volti, atteggiamenti, attimi di vita dentro lo scenario grandioso di una Pechino decadente di fine Impero, impoverita dalle ruberie dei potenti e dalle aggressioni degli stranieri, ma pur sempre esuberante nell'avventura quotidiana. Una lunga sequenza di immagini che riportano il lettore dentro una città che più non esiste, a contatto con una moltitudine di esseri umani colti nell'attimo di vivere la loro quotidianità dentro un tempo lontanissimo, molto più lontano di quanto esso non lo sia realmente. Un affresco potentemente evocativo della Cina del passato remoto, quella che forse è rimasta nella memoria collettiva degli Occidentali e che ancora oggi sopravvive per brani mai archiviati.

Arti e mestieri per via, funerali, matrimoni, feste, cerimonie, nascita e morte come estremi della vita, ma dentro questi due estremi tutto il ribollire quotidiano di un popolo immenso che lotta per sopravvivere. L'Autore di questo libro ci mostra uno spaccato palpitante di vita nella Pechino del passato, offrendo così un documento impareggiabile di ciò che oggi non si vede più lungo le strade moderne di questa rinnovata capitale, né lungo i più silenziosi hutung dove sono rimaste appena le tracce, in qualche vecchia facciata di casa tartara, di un modo di vivere per sempre archiviato.