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PECHINO NEL
PRIMO NOVECENTO
Gli anni Trenta del Novecento sono a colpo
sicuro i più interessanti per la Cina pre-rivoluzionaria.
Pechino è mèta obbligata per
tutti i grandi giornalisti del mondo, anche per gli scrittori più
famosi e i fotografi più rinomati. Fra il 1925 e il 1935
alcuni fotografi stranieri mettono su bottega nella città
non più capitale, ribattezzata Peiping (Pace del Nord), avendo
ceduto la palma alla più meridionale Nanchino, capitale dei
Nazionalisti.
Sono Americani, Inglesi e Giapponesi. Ma altri,
seppure non in pianta stabile, gironzolano per le sue strade fatiscenti
e documentano lo sfascio di quella che fu la capitale del fu Celeste
Impero. L'impressione che se ne ha oggi, osservando quelle immagini,
è di un degrado desolante.
E' l'epoca in cui la Cina è tormentata
dalla guerra civile e dall'occupazione straniera, quando il modernismo
- imposto e non capito - tenta di imporsi sui ruderi dell'Impero
lasciati marcire nella loro magniloquenza inutile. E' l'epoca in
cui la "nuova edilizia" avanza sfigurando un'urbanistica
dettata dalle leggi del Cielo e della geomanzia, quando Pechino
è soltanto una preda da saccheggiare, una capitale non più
capitale, una "città assurda" da rimodellare sull'imperativo
delle moderne città europee o americane. I monumenti osservano
sgomenti il loro stesso crollo, la Cittàà Proibita è
in totale abbandono, le potenti muraglie tartare vengono brutalmente
mutilate, le tombe imperiali dell'Est e dell'Ovest saccheggiate
con la dinamite. La città comincia ad essere una mèta
di turisti ricchi i quali subito ne fuggono inorriditi per la sua
miseria e la grandiosa decadenza.
Pechino è in sfacelo, abbandonata al
saccheggio di predoni e all'incuria di tutti. L'Autore ha raccolto
il coro di voci dei visitatori dell'epoca, i quali hanno poi scritto
le loro impressioni desolate, e ha raccolto anche una serie di immagini
che bene si accompagnano con quelle cronache. Ma non sono soltanto
istantanee di degrado urbanistico e monumentale: sono foto che documentano
anche la "modernizzazione" dei Cinesi, i quali hanno scoperto
la fotografia e si fanno volentieri immortalare, spesso vestendo
all'europea.
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